Martedì 16 settembre 2025, alle ore 17:30, nel cortile
interno della Chiesa della Sacra Famiglia di Santa Teresa di Riva, si è svolta
una manifestazione promossa dalla Parrocchia della Sacra Famiglia, in sinergia
con la Camera del Lavoro Territoriale della CGIL, ubicata nella stessa piazza,
per aderire alla campagna di Emergency R1pud1a. La campagna ha come obiettivo il
ripudio della guerra, secondo il dettato dall’art. 11 della Costituzione
repubblicana, con lo sguardo alle vittime e lavorando ad iniziative concrete,
che convincano i governi ad azzerare le spese militari.
L’iniziativa, che risponde alle scelte ideali della nostra sezione ANPI jonica,
ha visto partecipi gli iscritti e un nutrito numero di cittadini, che hanno
voluto esprimere solidarietà e sostegno alla Global Sumud Flotilla, e
sollecitare i governi a schierarsi dalla parte della pace, per l’osservanza del
diritto internazionale e del diritto umanitario.
«Su quelle navi – dichiara la presidente della sezione Angela Maria Trimarchi –
ci sono donne e uomini che vogliono soccorrere un popolo afflitto dalla guerra e
affamato. A bordo ci siamo idealmente tutti coloro che sentiamo il peso della
responsabilità in un mondo contemporaneo che pare abbia perso la sua umanità.
Ridiventare uomini questo il suggerimento di Bobbio, recepito da noi che
vogliamo ripensare e tenere viva la Resistenza, vincendo l’indifferenza, in
questo momento di guerra mondiale a pezzi e di precipitazione drammatica della
vicenda palestinese». Ha letto poi l’appello del Presidente nazionale ANPI
Gianfranco Pagliarulo che invita tutte le sezioni a mobilitarsi per Gaza: «le
nostre parole d’ordine sono: cessate il fuoco e aiuti umanitari, embargo sui
prodotti provenienti dai territori occupati, cessazione del commercio di armi,
sospensione dell’accordo commerciale del 2000 di libero scambio fra Unione
Europea e Israele, cessazione del memorandum di accordo militare fra Italia e
Israele, riconoscimento dello Stato di Palestina» e la liberazione degli
ostaggi.
Orazio Grimaldi di Emergency, intervenuto, è ritornato sull’articolo 11 della
nostra Carta e si è soffermato su quel ripudio della guerra «come strumento di
offesa della libertà degli altri e come mezzo di difesa delle controversia
internazionali». Ha parlato di pace che non può essere il risultato di guerre
che generano odio e falcidiano la popolazione civile inerme, ha rammentato le
iniziative ormai trentennali portate avanti da Emergency. Una tra le tante
quella della messa al bando delle mine antiuomo. Per porre fine alle guerre
bisognerebbe porre fine alla produzione e commercio di armi.
Stefania De Marco, di ANPI e Comitato jonico Palestina, è tornata sulle parole
di Pagliarulo e sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Il presente
drammatico è il risultato di anni di colonialismo e di politiche di
sopraffazione che hanno reso evidente la fallacia dello slogan due popoli due
Stati. Ha enfatizzato il senso del boicottaggio delle merci come strumento per
indebolire lo stato di Israele: non comprare alcuni prodotti non significa
soltanto non finanziare l’economia dello stato genocida, ma anche aiutare i
palestinesi ai quali quelle terre sono state sottratte insieme all’acqua. Ha
invitato a visitare il sito
www.bdsitalia.org oppure a scaricare una delle due applicazioni boycat e No
thanks disponibili su playstore e Apple store.
Andrea Miano, responsabile della Camera del Lavoro CGIL Territoriale e ANPI, ha
richiamato l’attenzione su quanto sta succedendo di una gravità senza
precedenti. Per questa ragione la CGIL ha deciso di indire una giornata di
mobilitazione nazionale per venerdì 19 settembre. Ha comunicato, altresì, che
Maurizio Landini parteciperà in questa data a Messina a una manifestazione per
la Palestina nel contesto della terza edizione della Festa della CGIL Diritti al
quadrato presso lo spazio aperto della Camera del Lavoro.
Il Presidente provinciale Giuseppe Martino ha posto l’accento sui valori della
Resistenza e della Costituzione. Valori che debbono essere condivisi
specialmente in una nuova fase di odio e di guerra diffusa. Ha concluso il suo
intervento con alcuni versi di Danilo Dolci tratti da Non sentite l’odore del
fumo? Auschwitz sta figliando.
Molti gli interventi.
Mimma Crupi, vicepresidente ANPI jonica ha posto il problema del non senso
storico e politico di un popolo che ha subito la shoah e sta perpetrando un
crimine della stessa portata. Ciò potrebbe dipendere dai tratti dello Stato di
Israele nazionalista, sionista, colonialista, che ha cancellato la storia nel
miraggio di uno strapotere economico e finanziario.
Finché ci sarà un florido mercato delle armi e chi lucra su questo mercato le
guerre non finiranno mai, con esse i genocidi di popolazioni inermi e le
ricostruzioni postbelliche. Queste le parole di Padre Aphrodis Kaberuka che ha
raccontato la sua storia e quella del genocidio dei tutsi e degli hutu nel suo
paese nativo, il Ruanda. Un genocidio durante il quale in soli cento giorni
persero la vita circa due milioni di persone.
La conclusione: la situazione politica sta determinando, tuttavia, una più
diffusa consapevolezza della folle assurdità delle guerre.

